12 maggio 2007

A ciascuno i propri limiti

Insomma, mi piacerebbe tanto fare dei bei disegni con la maglia, e continuo a comprare le riviste con tanti esempi meravigliosi.

Pero' non c'e' niente da fare: non capisco le spiegazioni !

Non e' che ho cominciato con cose complicate, proprio non capisco quello che c'e' scritto nelle spiegazioni, ne' di che cosa parlano.

Ho provato anche a seguire quelle facili facili: un pallino nero e' una maglia a rovescio, un quadratino bianco e' una maglia a diritto. Piu' semplici di cosi' non esistono proprio.
Be', mi impiccio pure con quelle.

Non capisco neanche gli schemi. Ci sono pure le due frecce che dicono qual e' il disegno che va ripetuto, e niente da fare. Il disegno che viene a me e' tutto diverso, e non mi trovo mai il numero di maglie o di ferri che dicono loro.

Vorra' dire che andro' a scuola. Una settimana a Ischia di full immersion, con lezioni serali. Ok?

2 commenti:

bricolo-chic ha detto...

io pure con gli schemi non ci capisco niente,quelli di burda poi mi sa che sono in tedesco pure i disegni. Erano meglio le spiegazioni "chiacchierate" e cmq a ischia lezioni sulla terrazza, sventaglia permettendo

Typesetter ha detto...

Al contrario io lavoro molto meglio con gli schemi, ma devo precisare che mentre gli schemi usati nelle riviste tedesche o italiane sono assolutamente non standard, quelli che trovo veramente chiari e ben fatti sono quelli delle riviste americane, che sono totlamente standardizzati. Praticamente, in America tutte le riviste e i libri usano gli stessi simboli (normalmente trattino verticale per il dritto, trattino orizzontale per il rovescio e così via) in modo che non si sia costretti a imparare nuove simbologie ogni volta. Quanod mi trovo davanti a spiegazioni scritte, soprattutto se scritte in italiano, con la totale mancanza di standardizzazione che le caratterizza, sono costretta a trasformare la spiega in grafico: quando possibile, capita spesso che con la spiega (ripeto, soprattutto quelle italiane) la lvorazione non sia chiara perché la spiega stessa è realizzata con un terminologia non standard e descrive il punto più in termini di esecuzione pratica che non di risultato da ottenere (insomma, due dritti assieme anziché un calato a destra o sinistra). Il problema è che a seconda dello stile di lavoro, il risultato del punto varia (per chi lavora estaren o eastern uncrossed, due assime o k2tog = calato a destra, per chi lavora western, che sia throw/English/italiano che sia pick/Continental/tedesco, il k2tog è un calato a sinsitra!).